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mutuo
La scelta del mutuo per i consumatori di oggi

Le soluzioni per acquistare una casa se non si dispone di un grosso capitale iniziale, è quello di rivolgersi alle banche per accendere un mutuo.

E’ importante pertanto capire come calcolare le rate del mutuo per poi riuscire ad affrontare le spese che ne conseguono, ma molte volte è bene seguire le evoluzioni del mercato per vedere se il cambiamento delle offerte può giovare alle nostre tasche.

MUTUI sulla CASA: COME CAMBIA L’OFFERTA
La scelta del mutuo è un’azione impegnativa perché oltre ad essere un debito pluriennale è una soluzione difficilmente modificabile in corso d’opera. Quello che stiamo vivendo, però, è un momento particolare in cui l’industria del credito si sta allineando con le nuove tendenze e sta prendendo diverse direzioni.
Se fino a poco tempo fa per comprare un immobile c’era la possibilità di accendere un mutuo a tasso variabile oppure un mutuo a tasso fisso., ora vi sono nuove tipologie di mutuo che seguono la tendenza dei mercati e dei bisogni dei consumatori, quali:

-         A  tasso variabile con rata fissa o il tasso variabile con cap, ovvero con un limite entro il quale la rata non può andare oltre. Quest’opzione può favorire protezione al consumatore, ma d’altro canto comporta un’ulteriore spesa per lo stesso.

-         I mutui con finestra, con i quali ogni tot anni si possono rinegoziare le caratteristiche del mutuo e andare avanti per altri anni.

 

Nonostante questo, però, la crisi ha comunque allontanato molti consumatori nella scelta di effettuare un mutuo, così le banche hanno dovuto adattarsi e trovare nuove soluzioni per avvicinarci alle famigli, possiamo quindi trovare:

-         pay to rent: si comincia a pagare un affitto in vista dell’acquisto che si procrastina in un secondo momento.

-         l’affitto con riscatto: con questa formula si comincia a pagare l’affitto un po’ più alto rispetto ai prezzi del mercato con l’intenzione di rogitare l’immobile entro un certo periodo di tempo.

 

Districarsi in questo ambiente, come abbiamo visto, può essere difficile se non si dispone di un consulente di fiducia al quale appoggiarsi.

Non tutti infatti, sapranno del Plafond Casa che la Cassa Depositi e Prestiti ha messo a disposizione con 2 miliardi di euro a garanzia dei mutui: l’obiettivo di questa operazione era quello di incentivare le banche aderenti ad un consorzio ad offrire alle famiglie meno abbienti mutui agevolati.
Ma non sempre queste offerte sono convenienti e per questo spesso chi non fa parte di questo consorzio propone delle offerte “migliorative” e in questi casi, scegliere diventa davvero importante perché il mercato immobiliare ci sta da sempre delle indicazioni da seguire. 

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consolidamento debiti
Consolidamento debiti : come ridurre l’importo delle rate

Il problema legato a prestiti e debiti è da ricercare alla base. La richiesta di prestiti o finanziamenti era all’ordine del giorno e non solo, questi venivano concessi anche con estrema facilità. Per questo motivo ci troviamo oggi in una situazione di sovra indebitamento.
Se ti trovi in questa situazione di grave difficoltà, devi sapere che diverse soluzioni. Per prima cosa analizza i tassi d’interesse più vantaggiosi che vi sono sul mercato e dilaziona tutte le tue rate in un’unica soluzione mensile. Così potrai pagare con più tranquillità e ad una durata ampia nel tempo.

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Cessione del quinto 1
CESSIONE DEL QUINTO: cosa accade se il tuo stipendio cala più di un terzo.

Nel post precedente sulla cessione del quinto dello stipendio, abbiamo trattato un esempio pratico spiegando cosa succede se il dipendente vede trasformarsi il suo rapporto di lavoro con conseguente calo di ore lavorative e di stipendio. Abbiamo spiegato come, se questa riduzione no è inferiore ad un terzo, i termini della cessione del quinto stipulati in precedenza possono essere mantenuti tali.

E se il reddito cala oltre ad un terzo?

Guardiamo in dettaglio cosa succede alla cessione del quinto.

Stesse condizioni di cui all’esempio precedente di 900 euro di retribuzione e di una quota da trattenere pari a 170,00 euro; in caso di trasformazione del rapporto da tempo pieno a part-time a 20 ore settimanali la retribuzione si riduce a 450 euro, quindi in misura superiore al terzo; la rata da trattenere andrà rideterminata, a cura della finanziaria, e non potrà eccedere i 90,00 euro, cioè 1/5 della nuova retribuzione netta.

Ci raccomandiamo di comunicare tempestivamente alla società che ha curato la pratica per la cessione del quinto, chiedendo di aggiornare in modio celere in modo da calcolare il nuovo importo.

Per ulteriori informazioni contattataci al numero verde 800.13.83.33

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cassa integrazione
CESSIONE DEL QUINTO E REDDITI DA CASSA INTEGRAZIONE

Cosa cambia alla cessione del quinto se il dipendente viene messo in cassa integrazione?

Sostanzialmente i termini della cessione del quinto non cambiano. Quello che cambia è la formula. Ma spieghiamoci meglio. I redditi da cassa integrazione (o indennità di malattia e altri casi) non rappresentano quella che definiamo “retribuzione”; questi importi sono effettivamente infatti delle indennità. Sarà quindi necessario che il titolare dell’indennità autorizzi il datore di lavoro a continuare a detrarre l’importo pari a quello che era stato stabilito per la cessione del quinto dello stipendio. L’autorizzazione da parte del titolare della cessione del quinto, al datore di lavoro, deve essere fatta in forma scritta.

Non esitare a contattare i nostri esperti, per saperne di più su tutti gli argomenti legati alla cessione del quinto o su tutti gli altri nostri prodotti finanziari. Chiamaci all’ 800.13.83.33

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calo stipendio
Cessione del quinto: cosa succede se il mio stipendio cala?

Una domanda molto frequente sulla cessione del quinto è: cosa succede se si trasforma il rapporto di lavoro? Qualunque evento che muta sulla misura della retribuzione può, di fatto, riflettersi anche sulla cessione del quinto dello stipendio. Un esempio che facciamo spesso ai nostri clienti per spiegare questi effetti è il cambiamento da impiego a tempo pieno a part time:

Qualora lo stipendio gravato da trattenuta a titolo di cessione del quinto (retribuzione netta) subisca una riduzione pari o inferiore ad un terzo del suo ammontare, il datore di lavoro potrà continuare ad operare la trattenuta dalla retribuzione nella misura stabilita dalla società finanziaria. In pratica: stipendio di 900 euro; rata calcolata dalla finanziaria pari a 170,00 euro; in seguito a trasformazione del rapporto da tempo pieno a part-time a 35 ore settimanali la retribuzione si riduce a 787,5 euro; l’azienda può continuare ad operare la trattenuta nella misura originaria.

Tutto chiaro? Se desideri avere altre info sull’argomento o spiegazioni ed esempi supplementari, chiama il nostro call center all’800 13 83 33  (la chiamata è gratuita), oppure continua a seguire le nostre news sulla cessione del quinto dello stipendio.

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crisi finanziaria b
Gli italiani e la crisi: ecco i dati

C’è chi afferma, con previsioni particolarmente catastrofiche, che questa crisi finanziaria, sia solo la punta dell’iceberg e che in realtà, la povertà si estenderà a tutte “le classi sociali”.

Di fatto, ogni giorno, gli italiani si trovano a veder diminuire il loro potere d’acquisto e ad attingere alle riserve che avevano accumulato, in quelli che oggi definiamo nostalgicamente, gli anni del benessere.

Restano solo due strade: o emigrare, o spezzare le catene che ci tengono imbrigliati.

Roma, 22 apr. (TMNews) – Vivere senza reddito da lavoro: nel 2013 è toccato a oltre un milione di famiglie italiane, i cui componenti “attivi” sono risultati disoccupati. A descrivere questa drammatica situazione i dati dell’Istat al 31 dicembre dello scorso anno.

Sempre gli stessi dati evidenziano che La quota delle famiglie senza reddito da lavoro in un anno è aumentata del 18,3%. Spesso però, a leggere tutte queste percentuali, si fa fatica a comprendere quale sia la reale portata numerica di questi dati. Ecco che allora, traducendo in numero di famiglie in crisi, questo 18, 3% scopriamo corrispondere a 175mila famiglie. Un numero impressionante.

Se poi si estende il confronto a due anni prima la percentuale supera addirittura il 50%.

Dai dati diffusi dell’istituto di statistica risulta inoltre che sul milione e 130mila famiglie senza reddito da lavoro, quasi mezzo milione hanno figli mentre 213mila hanno un solo genitore. In pratica Nella in queste “case” italiane il 27 del mese non arriva mai e per campare bisogna affidarsi all’indennità di disoccupazione, a rendite da affitto o capitale o ancora alla pensione di qualche parente ormai a casa dal lavoro.

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estinzione anticipata
Cessione del quinto: cosa c’è da sapere sull’estinzione anticipata

La legge non consente che sulla stessa retribuzione gravino più cessioni contemporaneamente.

Al fine di limitare la reiterazione di cessioni, è inoltre previsto che il dipendente possa estinguere anticipatamente il residuo del debito contratto con l’istituto di credito mediante cessione dello stipendio, purchè siano trascorsi due anni dall’inizio della cessione stipulata per cinque anni oppure che siano trascorsi quattro anni, nel caso di cessione stipulata per dieci anni.

Due sono le eccezioni al divieto:

  • una prima eccezione è quella che consente di contrarre una nuova cessione di durata decennale anche prima che siano decorsi due anni dall’inizio di una precedente cessione quinquennale, a condizione che si tratti della prima cessione decennale, nell’arco della vita del dipendente e che la stessa sia destinata innanzitutto ad estinguere la precedente cessione quinquennale;
  • una seconda eccezione è quella che consente al dipendente che abbia provveduto ad estinguere anticipatamente la precedente cessione, di stipulare un’altra cessione senza obbligo di rispetto dei predetti limiti temporali tra una cessione e l’altra: in tal caso tuttavia il lavoratore dovrà rispettare comunque l’intervallo di un anno dall’anticipata estinzione prima di contrarre la nuova cessione.

Trascorsi i termini di due o quattro anni senza che la precedente cessione sia stata estinta (anticipatamente), il lavoratore potrà stipulare una nuova cessione, nel rispetto delle condizioni indicate ai paragrafi precedenti, sempre che il ricavato di questa nuova cessione sia destinato all’estinzione della cessione in corso, sino a concorrenza del residuo ammontare del debito, dal momento che la normativa non consente la coesistenza di più cessioni sulla medesima retribuzione.

Nessun limite temporale deve viceversa essere rispettato per contrarre una nuova cessione qualora la prima abbia una durata inferiore a cinque anni, fermo restando che, comunque, la nuova cessione dovrà essere finalizzata all’estinzione della cessione in corso.

Per saperne di più chiama il numero verde 800 13 83 33.

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